Il disturbo dello spettro autistico è una sindrome comportamentale con esordio nei primi 3 anni di vita, alla cui base sono anomalie nello sviluppo neurologico biologicamente determinate (I.S.S. 2011).
A livello sociale appare crescente l’attenzione che i media dedicano a questa condizione, ma anche la maggiore presenza di persone con autismo nella scuola e nelle attività ricreative e sportive. Questa presenza è resa possibile da una maggiore conoscenza e disponibilità all’accoglienza, oltre che dalla diffusione di pratiche educative che favoriscono l’apprendimento di abilità sociali e relazionali. Purtroppo, malgrado l’attenzione al tema, anche a livello istituzionale, e l’emanazione di linee guida per il trattamento da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, gli interventi che hanno dato evidenza di efficacia sono ancora totalmente a carico delle famiglie su gran parte del territorio nazionale. La scuola spesso fatica ad offrire un luogo adatto di apprendimento.
Questa lacuna amplifica, oltre alla sofferenza delle persone coinvolte, anche i costi. L’autismo infatti costerebbe più di malattie cardiache, cancro e ictus insieme. Sono dati relativi al Regno Unito riportati in uno studio della London School of Economics, pubblicato a giugno 2014 sul Journal of the American Medical Association Pediatrics, secondo il quale ogni persona con autismo pesa sulla collettività per circa 1,5 milioni di sterline. Pur non disponendo di dati analoghi per il nostro paese, è evidente come il costo sociale dell’autismo sia altissimo e che gran parte delle risorse siano indirizzate ad interventi assistenziali a bassa specializzazione protratti per tutto l’arco di vita.
Un intervento abilitativo specialistico e intensivo concentrato nei primi anni di vita contribuirebbe a ridurre i costi sociali legati a questo disturbo e soprattutto a garantire una vita migliore delle persone che ne sono affette e coinvolte.
I comportamenti che caratterizzano questo disturbo sono, come tutti i comportamenti umani, frutto dell’interazione tra caratteristiche individuali e ambiente (Cooper, Heron, & Heward, 2007).
Se si vogliono insegnare comportamenti socialmente rilevanti e adattivi, è quindi indispensabile intervenire sugli ambienti in cui gli studenti con autismo passano la maggior parte del tempo. Per questo risulta fondamentale la formazione dei genitori di minori con autismo (Bearss, Burrell, Stewart, Scahill 2015), mentre la promozione di un lavoro integrato tra gli operatori coinvolti nella cura e assistenza, la loro formazione specifica, la promozione del lavoro di rete tra le varie agenzie e istituzioni coinvolte, la flessibilità del servizio nell’operare in luoghi e contesti diversi (casa, scuola, eccetera), sono riconosciute caratteristiche essenziali per servizi efficaci (I.S.S. 2011).
